Viscontini Doctor Dentist conclude brillantemente al terzo posto in DY
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2010-2016Volley
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Campionato Serie D – girone Y – 26° giornata

06/05/2016 ore 21:00 – Milano

Doctor Dentist Viscontini Milano – Unendo Yamamay Busto Arsizio 3-0

                              (25-21, 25-10, 25-13)

Doctor Dentist Viscontini Milano: Gaia Sarzi Amadè (K), Francesca Ruvioli, Francesca Torriani, Elena Montalto, Beatrice Spinola, Chiara Lorandi, Susanna Di Garbo (L1), Giulia Colombo, Roberta Monticelli, Beatrice Merighi, Miriam Campi, Alessandra Vicco (L2)

1° allenatore: Federico Belloni

vice-allenatore: Daniela Rizzelli

dirigente accompagnatore: Giuseppe Di Garbo 

Ci sono partite in cui magari hai giocato anche bene ma che con il passare del tempo sbiadiscono tra la nebbia dei ricordi lontani, e ci sono partite che invece rimangono vive per sempre nei cassetti della nostra memoria perché hanno rappresentato qualcosa di importante. Per alcune delle nostre ragazze l’ultima giornata del campionato di serie D è stato soltanto un buon match giocato a buoni livelli che ci ha consentito di chiudere il torneo con un terzo posto finale di cui possiamo andare fieri. Per loro seguiranno le ultime settimane di allenamento della stagione prima della partenza per le agognate vacanze, che sarà accompagnata da un semplice arrivederci alla prossima annata agonistica. Per altre ragazze della nostra squadra, invece, quelle nate nel 1998, l’ultimo incontro del campionato di serie D è stata un’occasione speciale che rimarrà a lungo nei loro ricordi. Non soltanto perché dall’altra parte del campo c’erano le divise sempre piene di fascino e storia della Unendo Yamamay Busto Arsizio, questa volta indossate da giovanissime e talentuose atlete in erba che coach Mazza saprà senz’altro far crescere in tempi rapidi, ma soprattutto perché si è trattato dell’ultimo incontro ufficiale della loro carriera nell’ambito del volley giovanile.

Chi vorrà proseguire il cammino in questo splendido sport, e saranno tutte le nostre ragazze, ne siamo sicuri, dal prossimo mese di settembre si dovrà cimentare nei campionati senior, con scenari diversi, con allenatori meno propensi all’insegnamento e più esigenti in termini di risultato, con compagne di squadra più grandi dalle quali ci sarà molto da imparare ma con le quali sarà difficile creare quella complicità che sorge invece spontanea tra giovani ragazze che hanno la stessa età. La sensazione avuta al termine del match giocato al Centro Pavesi contro la Yamamay ha ricordato l’uscita da scuola dopo aver superato l’esame di maturità.

Una grande emozione mista però ad un velo di tristezza percependo che qualcosa di unico è ormai passato e che alle porte attende il mondo degli adulti con nuove difficoltà e nuovi traguardi da conquistare che saranno inevitabilmente diversi da ciò che è stato fino a questo momento. D’altronde, come scriveva il poeta Robert Frost, “Nothing gold can stay”, Niente che sia d’oro resta (….la citazione piu’ che dalla letteratura americana deriva dai ricordi del bellissimo film di Francis Ford Coppola “I ragazzi della 56° strada” !!!). Quello che rimarrà uguale sarà il rettangolo di gioco, e ancora i tuffi sul taraflex, la maglia sudata e qualche livido sui gomiti. Gioie e dolori per un pallone finito dentro o fuori dalla riga di fondo campo non cambieranno e probabilmente crescerà addirittura la sicurezza nello stare in campo perché in fondo l’esperienza a qualcosa pur serve.

Per il momento restano gli infiniti abbracci di fine partita e qualche lacrima scappata di nascosto perché l’annata è cominciata con alcune difficoltà, soprattutto dal punto di vista fisico, ma alla fine abbiamo potuto ammirare una squadra nel vero senso della parola, e non è un qualcosa che si ha sempre la fortuna di poter costruire. Rimangono le foto con gli allenatori che hanno guidato le ragazze per tutto l’anno, facendole indubbiamente crescere dal punto di vista tecnico e caratteriale, e rimangono le uscite per la pizzata di fine anno e per due balli in discoteca che sono ancora da organizzare. Poi, trascorsa l’estate, verrà il momento di riprendere in mano il borsone della palestra insieme alla penna, perché ci saranno nuove pagine bianche da scrivere. E può anche darsi che Robert Frost avesse torto e che, citando questa volta un’infinità di cantanti, “The best was yet to come”, il meglio debba ancora venire.   

(dal nostro corrispondente: Stefano)      

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